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Dalle primarie per Romano Prodi e Rita Borsellino alla nascita del Partito Democratico. Fino alla candidatura al Consiglio provinciale e alla designazione a vicepresidente della Provincia.

Ci sono esperienze che, pur occupando un periodo relativamente breve della nostra vita, contribuiscono a definirne il percorso e lasciano un segno duraturo.

Per me il periodo compreso tra il 2005 e il 2008 ha rappresentato una stagione di intenso impegno politico, vissuta con entusiasmo e con la convinzione che fosse possibile contribuire al rinnovamento della politica attraverso la partecipazione dei cittadini e il coinvolgimento della società civile.

La politica, del resto, non era estranea alla mia storia familiare. Mia nonna materna, Ines Giganti Curella, aveva fatto parte del primo Parlamento regionale siciliano, eletto nel 1947. Mio padre, l’avvocato Michelangelo Taibi, aveva svolto attività politica fino al 1985, ricoprendo anche la carica di presidente della Provincia di Agrigento.

Nel 2003 anche mia madre, Gabriella Curella Taibi, provenendo da un’esperienza di impegno nella società civile, era stata designata assessore dal candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia, Dott. Birritteri.

Il mio ingresso diretto nella politica attiva sarebbe arrivato soltanto due anni dopo.

Il 2005: le primarie per Romano Prodi

Il mio impegno politico iniziò nel 2005, in occasione delle prime primarie nazionali del centrosinistra per la scelta del candidato alla Presidenza del Consiglio.

Fui referente del Comitato Prodi di Agrigento e mi impegnai direttamente nell’organizzazione delle primarie in città e in provincia.

Fu un’esperienza nuova e coinvolgente. Per la prima volta milioni di cittadini venivano chiamati a partecipare direttamente alla scelta del candidato premier della coalizione di centrosinistra.

Il 16 ottobre 2005 le primarie registrarono una partecipazione straordinaria. Romano Prodi ottenne una netta affermazione, diventando il candidato dell’Unione alle successive elezioni politiche.

Per me fu soprattutto l’occasione di sperimentare una politica diversa, aperta alla partecipazione e capace di coinvolgere persone che non avevano necessariamente una precedente appartenenza partitica.

L’esperienza con Rita Borsellino

Pochi mesi dopo il mio impegno proseguì con una nuova e importante esperienza: quella a sostegno della candidatura di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione Siciliana.

Fui referente del Comitato Borsellino di Agrigento e partecipai all’organizzazione delle primarie del centrosinistra siciliano del 4 dicembre 2005.

Anche in questa occasione la partecipazione fu significativa e Rita Borsellino ottenne una netta vittoria, conquistando la candidatura alla Presidenza della Regione.

La sua proposta politica rappresentava, per tanti di noi, la possibilità di costruire un’alternativa fondata sulla legalità, sulla trasparenza e sul rinnovamento della classe dirigente siciliana.

Il mio impegno continuò nella successiva campagna elettorale per le elezioni regionali del maggio 2006. Assunsi la responsabilità provinciale della Lista Rita, che accompagnava la candidatura di Rita Borsellino alla Presidenza della Regione.

Nonostante la sconfitta elettorale, quella campagna rappresentò per me un’esperienza importante, non soltanto sul piano politico, ma anche umano e civile.

La nascita del Partito Democratico

Nel 2007 partecipai alla stagione costituente del Partito Democratico, il nuovo progetto politico che intendeva riunire culture e tradizioni diverse del centrosinistra italiano.

In occasione delle primarie del 14 ottobre mi impegnai nella Lista Letta, a sostegno della candidatura di Enrico Letta alla guida del nuovo partito.

Ad Agrigento la lista conseguì un risultato significativo, ottenendo un rappresentante nell’Assemblea costituente nazionale e due in quella regionale.

Entrai anch’io nella Costituente regionale del Partito Democratico e continuai a seguire il percorso politico e civile promosso da Rita Borsellino attraverso il progetto «Un’altra storia».

L’adesione al Partito Democratico, con la mia prima tessera di partito, rappresentò un passaggio particolare della mia vita. Pur avendo sempre seguito con interesse le vicende politiche e partecipato alla vita pubblica, non avevo mai prima di allora aderito formalmente a un partito.

Il 2008: la candidatura con Italia dei Valori e la designazione a vicepresidente della Provincia

La mia esperienza politica diretta si concluse nel 2008, in occasione delle elezioni per il rinnovo della Presidenza della Provincia di Agrigento.

In quella circostanza sostenni la candidatura di Renato Bruno, nell’ambito di una proposta politica che riuniva le forze della sinistra e Italia dei Valori.

Per contribuire concretamente alla sua candidatura e al progetto politico che la sosteneva, mi venne chiesto di presentarmi direttamente agli elettori, candidandomi al Consiglio provinciale nelle liste di Italia dei Valori.

Renato Bruno mi designò anche vicepresidente della Provincia in caso di vittoria elettorale.

Le elezioni si svolsero il 15 e 16 giugno 2008. Renato Bruno ottenne 16.357 voti, pari al 7,22% dei consensi. La presidenza fu conquistata da Eugenio D’Orsi.

Fu l’unica occasione in cui mi candidai personalmente a una competizione elettorale. Con quella campagna si concluse la mia esperienza di impegno politico diretto.

Dalla politica all’impegno civile: un percorso che continua

Riguardando oggi a quella stagione, ricordo soprattutto l’entusiasmo, le tante persone incontrate, il lavoro organizzativo, le campagne elettorali e la convinzione che la partecipazione potesse contribuire a cambiare la realtà politica e sociale del nostro territorio.

Fu un’esperienza breve, ma intensa, che mi consentì di conoscere da vicino le dinamiche della politica, le sue potenzialità e anche le sue difficoltà.

Con la conclusione dell’esperienza elettorale del 2008 terminò il mio impegno politico diretto, ma non quello nella vita pubblica.

Proprio nel 2008 iniziò infatti un’altra esperienza, questa volta nell’ambito dell’avvocatura, con la mia partecipazione all’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), del quale fui componente fino al 2010.

Nel 2010 fui nominato Capo Delegazione del FAI di Agrigento, dando inizio a un percorso di impegno per la tutela del paesaggio, dell’ambiente e del patrimonio storico e artistico che avrebbe occupato una parte importante degli anni successivi, compresa la Presidenza Regionale del FAI Sicilia .

Tra il 2011 e il 2012 ricoprii anche la carica di presidente del Rotary Club Agrigento, un’ulteriore occasione per partecipare alla vita della comunità attraverso iniziative culturali e sociali.

Guardando a queste esperienze, non considero dunque il 2008 una cesura nella mia storia personale, ma piuttosto un passaggio tra forme diverse di partecipazione alla vita pubblica.

Sono percorsi differenti, ma legati da una medesima idea di fondo: la convinzione che la responsabilità verso la comunità non si esaurisca nell’appartenenza a un partito o nella partecipazione a una competizione elettorale.

La politica, intesa come attenzione alla cosa pubblica e ricerca del bene comune, può trovare espressione anche attraverso l’impegno civile, la cultura, la tutela dei diritti e la difesa dei beni che appartengono a tutti.

È una convinzione che ha accompagnato la mia esperienza professionale e personale e che continua, ancora oggi, a orientare il mio modo di intendere il ruolo dell’avvocatura nella società.

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