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28/11/2025 Hotel Dioscuri Bay Palace ore 20,30 

Cari Amici

La mia sarà solo una testimonianza e partirei dal video con il quale il nostro territorio ha partecipato al Premio del Paesaggio nel 2017 con il progetto “Liberare la Bellezza” a cui hanno collaborato il Comune di Realmonte, il FAI e l’Università di Agrigento.

Il video dura solo due minuti e Vi invito a seguirlo con gentile attenzione specie nei suoi passaggi dal bianco/nero al colore e negli alti e bassi dei toni della colonna sonora .

-Dopo questo video introduttivo permettetemi di fare un passo indietro per collegare con i ricordi le mie due esperienze di servizio alla comunità e cioè il Rotary e il FAI.

Sono stato nominato capo delegazione FAI nell’agosto 2010, ma in quel momento ero già stato designato Presidente Rotary di Agrigento per il 2011/2012.

Ho proseguito nel FAI l’impegno del Prof. Ignazio Melisenda Giambertoni, indimenticabile Rettore dell’Università e Governatore del Rotary. Il Prof. Melisenda è stato il primo Capo Delegazione di Agrigento, lo è stato per 10 anni e nei primi anni è stato collaborato, come Vice Presidente, da mia madre Gabriella Curella Taibi.

Colgo questa sera l’occasione per ringraziare il Rotary. 

I valori che mi hanno accompagnato nel FAI sono quelli che ho maturato nel Rotary e prima ancora nel Rotaract di cui sono stato Presidente ad Agrigento prima negli anni 1985/86 (avevo 21 anni) e poi negli anni 1992/1993 (avevo 28 anni). Nel 1992 ci ha lasciati l’Amm. Giuseppe Sciangula per 10 anni Delegato Giovani e quindi responsabile del Rotary di Agrigento per il Rotaract e l’Interact nonché nostro mentore.

Ho avuto tanti altri buoni maestri nel Rotary di Agrigento e nel distretto 2110 Sicilia-Malta.

Desidero ringraziare ancora il Rotary International, oggi guidato da Francesco Arezzo (già capo delegazione del FAI di Ragusa), per il GSE 1994 negli Stati Uniti (Illinois e Evaston) in cui ricoprivo il ruolo di Team Member e il GSE 2004 in Australia, in cui ricoprivo il ruolo di Team Leader.

Ringrazio tutti Voi Rotariani. Il motivo per cui  ho lasciato il Rotary qualche anno fa è legato al fatto che  non riuscivo a conciliare bene i due impegni di servizio ( Rotary e FAI, di cui poi diventerò Presidente Regionale). 

In ogni decisione importante c’è sempre una causa scatenante ma la sostanza è che con la separazione la mia ex moglie era andata a vivere a Milano e io ero rimasto ad Agrigento con i miei due figli adolescenti. Ho voluto dedicare loro più tempo possibile, a parte la professione, pur mantenendo un impegno sociale di contributo al territorio .

Il ringraziamento finale va a Filippo Napoli a cui mi legano tante esperienze condivise e che mi ha scelto come testimone delle sue nozze. Il matrimonio con Claudia ha dato tanti buoni frutti ( 5 figli). Complimenti !

Tornando alla mia testimonianza di questa sera, il modello di servizio  che mi ha sempre guidato al FAI di Agrigento è stata la collaborazione tra Istituzioni e Società Civile. Perché nessuno si salva da solo e nessuno salva da solo questo nostro straordinario patrimonio artistico, paesaggistico e ambientale. 

Solo per fare un esempio concreto mi piace ricordare il primo importante risultato (nel 2010) con l’accensione dei riflettori  e negli anni dal 2011 al 2013 con l’apertura ad un pubblico entusiasta. Mi riferisco al Monastero ed ex Carcere di San Vito che con la Delegazione abbiamo riaperto dopo ben 14 anni di chiusura.

Le aperture dell’ex Carcere per le giornate FAI di Primavera sono state una festa per tutti e hanno indicato la strada per nuove iniziative come quella attuale di FARM in occasione di Agrigento Capitale 2025.

E questo negli anni 2010/2013 è accaduto grazie alla Prefettura che ci aiutato a prendere accordi con l’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’ex Carcere, grazie all’aiuto del Comune di Agrigento (che con i suoi dipendenti ha affrontato le grandi pulizie del sito), grazie all’aiuto della Soprintendenza (che ha studiato i luoghi ed sposto i pannelli con la storia del sito), grazie all’aiuto dell’Università di Agrigento (che ha pubblicato le bozze di possibili usi futuri del bene), grazie all’aiuto delle Forze dell’ordine (che hanno coordinato tutte le attività in sicurezza), grazie all’aiuto della Diocesi di Agrigento (custode della memoria del Monastero prima che diventasse Carcere), grazie all’aiuto delle scuole della provincia di Agrigento (che hanno formato gli apprendisti ciceroni e fatto partecipare gli studenti) e di tutti gli altri che hanno a vario titolo collaborato e che ringrazio.

Questo appena espresso nei fatti è stato sempre il nostro modus operandi che ha messo insieme Istituzioni e Società civile e tra loro il dialogo, l’incontro, l’ascolto e la crescita attraverso il confronto. Abbiamo cercato l’unità nella complessità.

-Vorrei dedicare la parte centrale della mia relazione al tema del Paesaggio al fine di offrire spunti di approfondimento alla Vostra ben nota sensibilità. 

Inizio citando Ilaria Borletti Buitoni, già Sottosegrataria del Ministero della Cultura con delega al Paesaggio: “Il Paesaggio è il contesto in cui vivono le comunità ed è dovere della buona politica non solo salvaguardarlo ma anche accompagnarne le trasformazioni, poiché il Paesaggio vive e muta con la vita delle comunità. In questo modo si fa un servizio alla collettività.”

-La Kolymbethra, bene gestito dal FAI da 25 anni (che lo gestirà  anche per i prossimi 25 anni) ha avuto un ruolo importante (insieme al Treno Storico, l’Università di Agraria di Palermo e altri) nella collaborazione tra Istituzioni e Società Civile che ha portato il progetto Agri-Gentium a vincere il Premio Paesaggio 2017 e, di conseguenza, a rappresentare l’Italia al Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa ottenendo, in quella sede, la prestigiosa menzione “sviluppo sostenibile e reintegrazione sociale”. Si parla tanto di sviluppo sostenibile e non va dimenticato che uno dei luoghi simbolo dello sviluppo sostenibile in Europa è proprio Agrigento !

Certamente ricollegabile al Premio del Paesaggio 2017 è il fatto che nel 2025 il Paesaggio Agrario della Valle dei Templi è stato inserito nel Registro Nazionale dei “Paesaggi rurali di interesse storico” del Ministero dell’Agricoltura. Un riconoscimento di grande valore per la tutela e la valorizzazione di questo territorio unico, custode di un sistema agricolo millenario. Il 4 Dicembre 20225 alla Kolymbethra saranno inaugurate le Case Montana, appena restaurate.

Aggiungo che  il Comune di Agrigento, nell’atto di indirizzo politico finalizzato alla  candidatura a Capitale Italiana della Cultura per il 2025, ha indicato al primo punto dei requisiti che la rendevano degna di aspirare alla vittoria   proprio il fatto che nel 2017 Agrigento aveva vinto il Premio Nazionale del Paesaggio. 

-La Scala dei Turchi è una costa rocciosa (falesia) di marna bianca, oggi molto conosciuta in Italia e all’estero. Tuttavia in passato in pochi la conoscevano, lo ricordo bene  perché io da ragazzo abitavo lì vicino  durante il periodo estivo (a Punta Piccola). 

Va ricordato che nei primi anni ’90 è iniziata la costruzione di un Albergo sulla spiaggia proprio accanto alla Scala dei Turchi, l’ecomostro che avete visto nel video. Legambiente è riuscita a bloccarne i lavori, ma è rimasto lo scheletro di cemento armato. Subito dopo la  Soprintendenza ha posto un vincolo paesaggistico. L’ecomostro a quel tempo aveva tutte le autorizzazioni di legge e sono stati necessari 20 anni di processi per poterlo demolire. L’impegno concreto del FAI è iniziato nel 2008 con il censimento “I luoghi del Cuore”. Io stesso ho raccolto le firme per la Scala dei Turchi, che veniva votata come luogo del cuore ma in “negativo”, infatti i cittadini chiedevano la demolizione dell’ecomostro. Subito dopo il FAI si è costituito nei processi insieme a Legambiente e al Comune di Realmonte.

Nel 2013, vinti tutti i processi,  il Comune di Realmonte non aveva i soldi per la demolizione, e la Procura della Repubblica era pronta a incriminare il Sindaco per omissione di atti d’ufficio.

Solo grazie al FAI che ha messo a disposizione 20.000 euro, attraverso il partner Banca Intesa, è stato possibile demolire  l’ecomostro e realizzare il ripristino dei luoghi. 

E’ stato il proprietario dell’immobile, tenuto conto che ormai il FAI aveva messo a disposizione le somme,  che  ha deciso di demolirlo autonomamente per evitare di pagare, successivamente, maggiori oneri.

Il FAI, a questo punto, ha chiesto la restituzione delle somme ma la Delegazione di Agrigento ed il Comune di Realmonte hanno insistito perché le somme restassero sul territorio per permettere la demolizione di un altro ecomostro, questa volta  abusivo  e degradato (con presenza di rifiuti speciali, eternit e amianto) che si trovava in cima alla Scala dei Turchi.

L’obiettivo di quest’ultima demolizione era quella di realizzare un Belvedere che restasse, come dice il FAI, “per sempre e per tutti”.

Nel 2015 è stato demolito l’immobile abusivo e nel 2016 è stato inaugurato il Belvedere sulla Scala, che è stato affidato al Comune di Realmonte. Uno splendido  belvedere, a picco sul mare, poi ampliato (grazie alla Regione Siciliana – Assessorato Agricoltura) e successivamente illuminato con energia solare attraverso un bando europeo.

Il  Belvedere è, oggi, il luogo ideale per godere del paesaggio della Scala dei Turchi senza calpestarla e, quindi, conservandola per le future generazioni. 

Alla fine del 2016 la Prof. Valeria Scavone (docente di architettura all’Università di Palermo e al corso del Polo Territoriale di Agrigento) ha proposto a me come FAI e al Comune di Realmonte di partecipare al Premio del Paesaggio per raccontare il virtuoso impegno di quegli anni attraverso il progetto “Liberare la bellezza”. Gli studenti dell’Università di Agrigento hanno collaborato con entusiasmo predisponendo il dossier e il video che abbiamo proiettato. Al Premio Nazionale del Paesaggio del 2017 questo progetto è stato selezionato tra i primi 5, sui 97 presentati, e ha ottenuto la prestigiosa menzione “Legalità e Paesaggio, lotta all’abusivismo attraverso la valorizzazione delle qualità territoriali”. Successivamente SE il Prefetto è stato invitato a Roma agli “Stati Generali del Paesaggio” per illustrare il progetto realizzato alla Scala dei Turchi, individuato dagli organizzatori tra i progetti italiani maggiormente virtuosi in materia di tutela del paesaggio. 

La realizzazione del progetto “Liberare la bellezza” è stato un segnale forte in un territorio come quello di Agrigento, noto in precedenza come simbolo di abusivismo. Oggi invece il territorio di Agrigento viene riconosciuto dalla comunità nazionale ed internazionale come luogo di lotta all’abusivismo, luogo di impegno per il  rispetto delle regole.

Tutto ciò ha prodotto un cambiamento di mentalità sul territorio: oggi vi è grande attenzione alla valorizzazione e arrivano visitatori da tutto il mondo a conoscere questa  “bellezza liberata”. Oggi la Scala dei Turchi ospita più visitatori della Valle dei Templi,  che raggiunge il milione di presenze l’anno. Tutto questo ha portato crescita economica sul territorio e i turisti soggiornano almeno 3 giorni ad Agrigento per visitare la Valle dei Templi con la Kolymbethra, il Centro Storico di Agrigento con la Cattedrale e la costa con la Scala dei Turchi.

Oggi il paesaggio della Scala dei Turchi è tra i più postati su Instagram e la spiaggia della Scala dei Turchi è risultata la più popolare d’Italia sui social media anche per il 2024. La Sala dei Turchi non è ancora Patrimonio dell’Umanità  Unesco, ma a  mio parere, lo è “di fatto” perché già adesso tutta la comunità internazionale si interessa della sua protezione e valorizzazione. Quando alcuni vandali la hanno sporcata di rosso tutta la stampa nazionale ed internazionale è intervenuta per condannare l’accaduto. In quell’occasione ho ricevuto addirittura una telefonata dal New York Times che, intervistandomi, ha anche riconosciuto il fattivo impegno del FAI su questo territorio.

Ho dedicato  tempo al tema della tutela Paesaggio ma solo perché questo tema è stato finalmente compreso dal nostro territorio tanto che al prossimo premio  Italiano  del Paesaggio parteciperanno, con il contributo della delegazione FAI, anche l’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina (quinto in Italia nell’ultimo censimento FAI i luoghi del cuore) e il Comune di Siculiana con il proprio centro storico e la Chiesa del SS Crocifisso (bene restaurato con  fondi FAI e Banca Intesa per i luoghi  del cuore).

-Non voglio dimenticare l’impegno FAI per far diventare Agrigento Capitale Italiana della Cultura. La prima proposta nasce dalla Delegazione  FAI nel 2015 al Comune. Questo risultato è arrivato dopo 10 anni di impegno e tre candidature alle quali la nostra delegazione ha collaborato con me a contribuire a tutte e tre le candidature. Un risultato che ha acceso un faro su Agrigento (evidenziando luci e ombre). Ciò ha permesso ad Agrigento di ripartire dalla Cultura e di provare ad uscire dall’isolamento culturale e fisico in cui ci trovavamo.

Il FAI nazionale ha sostenuto questa candidatura presenziando anche in occasione delle audizioni romane presso il Ministero della Cultura (in particolare alla seconda e alla terza candidatura) . Subito dopo la  candidatura del 2018 (per il 2020) il FAI ha proposto  la  realizzazione del Museo di Città presso il Collegio dei Filippini di Agrigento per raccontare i suoi 2600 anni di storia attraverso l’immersione dei visitatori in una realtà virtuale. Il Museo di città, oggi finanziato grazie a un’idea e poi a un   progetto del FAI, è stato indicato nell’audizione romana della candidatura 2023 (per il 2025) come  il progetto più significativo al fine di lasciare sul territorio una realizzazione fruibile  anche negli anni successivi. Il museo di città, che si chiama Museo Multimediale Metaphorà, è stato realizzato e inaugurato e  porterà il turista  a iniziare la visita di Agrigento dal Centro Storico anziché dalla Valle. Questo può essere considerato un  vero e proprio “cambio di paradigma” per Agrigento…

L’ impegno sul territorio del FAI ha messo al centro sempre le nuove generazioni con gli apprendisti ciceroni e la partecipazione di tutti gli studenti della provincia, nel tempo. Giovani ai quali il FAI ( Fondo per l’Ambiente)  dedica il suo impegno ( sempre crescente) sul tema dell’Ambiente per provare a contrastare, anche a partire dai nostri singoli comportamenti,  la grave crisi climatica che minaccia la stessa sopravvivenza dell’uomo sulla terra.

Il FAI ha contribuito anche alla valorizzazione dell’elegante Giardino Botanico, con il suo Teatro dell’Efebo, splendido polmone verde tra la Città e la Valle,  che nel tempo  è stato primo “luogo del cuore” FAI in provincia di Agrigento, ha ospitato diverse giornate FAI  e anche la nota trasmissione RAI “GEO” che lo ha fatto meglio conoscere a livello nazionale e anche oltre…

Il FAI ha collaborato fin dall’inizio con il “Treno Storico” della Fondazione FS che, negli ultimi anni, ha investito molto sulla tratta Agrigento-Porto Empedocle con fermata al Tempio di Vulcano e quindi ingresso nella Valle dei Templi solo attraverso la Kolymbethra. Presto i turisti potranno raggiungere il  Tempio di Vulcano  attraverso l’aeroporto di Palermo (e dall’aeroporto arrivare in treno fino ad Agrigento) o con le navi da crociera da Porto Empedocle.

-Il “progetto Genesi: Arte e Diritti Umani” con la collaborazione del FAI ha portato ad Agrigento nel 2022 la grande Arte Contemporanea che con il suo linguaggio universale ha affrontato temi fondamentali come le  migrazioni e le diseguaglianze in un territorio come il nostro che comprende Lampedusa, Porta d’Europa. Il Progetto dell’Associazione Genesi è poi approdato a Ginevra, al Palazzo delle Nazioni, con la mostra ART AND HUMAN RIGHTS in occasione delle celebrazioni del 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo.

Potrei continuare a lungo con le tante iniziative di questi intensi 15 anni ma vorrei ascoltare le Vostre domande per aprire uno spazio di crescita collettiva attraverso il confronto . E’ essenziale, infatti, oggi il ruolo della Società Civile, il nostro ruolo (del  Rotary e  del FAI). Proprio pensando all’impegno della società civile concludo con le parole a me care della nota antropologa americana Margaret Mead e dedicate a Voi rotariani e al Vostro infaticabile impegno sul territorio :

 “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi e impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”

Grazie a tutti.  

Giuseppe Taibi ( Capo Delegazione FAI Agrigento)

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