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Nel settembre 2025, nell’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, ho avuto il piacere di consegnare il Premio Mimosa d’Oro a Ilaria Borletti Buitoni, un riconoscimento che ho vissuto con particolare emozione perché legato a una storia di collaborazione e di amicizia che dura da molti anni.

Il Premio Mimosa d’Oro, promosso dal Centro artistico culturale “Renato Guttuso” di Favara, ha raggiunto nel 2025 la sua XXXIV edizione e da oltre trent’anni valorizza donne che, attraverso il loro impegno nei diversi ambiti della vita civile, culturale, sociale e professionale, hanno contribuito alla crescita della comunità. Nel 2025, insieme a Ilaria Borletti Buitoni, il premio è stato assegnato a Debora Diodati.

Per me, però, quel momento aveva un significato ulteriore anche perché in passato quel premio era stato consegnato a mia madre: Gabriella Curella Taibi.

È stata  Ilaria Borletti Buitoni, nel 2010 in qualità di Presidente Nazionale FAI, a nominarmi Capo Delegazione FAI di Agrigento, affidandomi un incarico che avrebbe segnato una parte importante della mia esperienza civile e professionale.

Da allora abbiamo avuto modo di condividere diverse iniziative, accomunate da una convinzione che ancora oggi considero centrale: la tutela del paesaggio non è soltanto conservazione, ma è responsabilità verso il futuro.

Ad Agrigento questa convinzione ha trovato un terreno particolarmente fertile.

Abbiamo lavorato insieme sui temi della tutela e della valorizzazione del paesaggio, anche attraverso le iniziative del FAI e il confronto con le istituzioni del territorio. Tra queste, un momento particolarmente significativo è stato l’incontro dedicato al futuro dei paesaggi di Agrigento, organizzato con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi (vincitore del Premio Nazionale del Paesaggio nel 2017), a partire dalla Carta Nazionale del Paesaggio, alla presenza di Ilaria Borletti Buitoni e di Sebastiano Tusa.

Un altro capitolo importante di questo percorso è stato quello della Scala dei Turchi (premiato per : ” Paesaggio e Legalità, lotta all’abusivismo” nel 2017), uno dei luoghi più riconoscibili e delicati del paesaggio siciliano. Anche in quella vicenda il tema non era semplicemente quello della tutela di un bene naturale, ma la necessità di costruire intorno al paesaggio una cultura della responsabilità, capace di coinvolgere istituzioni, cittadini e associazioni.

Rivedere Ilaria e consegnarle il Premio Mimosa d’Oro, dunque, è stato per me un modo per ritrovare una parte importante della mia storia nel FAI.

Una storia iniziata nel 2010 e proseguita attraverso esperienze che mi hanno insegnato quanto la difesa dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale appartenga pienamente alla funzione sociale dell’impegno civile e, per certi aspetti, anche dell’avvocatura.

Il paesaggio, infatti, non è soltanto ciò che vediamo.

È il luogo nel quale si incontrano storia, natura, cultura, diritti e responsabilità. È un patrimonio che appartiene a tutti e, proprio per questo, richiede cura, competenza e capacità di guardare oltre l’interesse immediato.

Per questo sono stato particolarmente felice di poter essere io, nel 2025, a consegnare a Ilaria Borletti Buitoni quel riconoscimento.

A volte i premi non celebrano soltanto una persona.

Celebrano anche un percorso condiviso, le idee che lo hanno accompagnato e le persone con le quali abbiamo avuto la fortuna di costruirlo.

E quello con Ilaria Borletti Buitoni è certamente uno dei percorsi che porto con maggiore gratitudine nella mia esperienza.

Giuseppe Taibi

Settembre 2025

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